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DESCRIZIONE

Il progetto presentato prevede la messa in luce del lavatoio sul suo sedime originario, ovvero nella piccola area tra le recinzioni private.

L’intento è di valorizzare il manufatto attraverso la costruzione di uno spazio che accoglie delle sedute e una quinta scenica che si imposta alla quota del lavatoio e crea uno scorcio verso il paesaggio.

Il progetto prevede che il manufatto storico venga ricollocato ad un’altezza superiore all’attuale, in modo da essere visibile dalla strada, attraverso una riduzione della differenza di quota tra sedime del lavatoio e carreggiata.

La pavimentazione di quest’area è ipotizzata in ciottoli di fiume spaccati, bianchi, affogati nel cemento, che contrastano cromaticamente con il materiale usato per la costruzione delle sedute e della quinta scenica.

Vista la previsione del Consorzio Ledra Tagliamento di inserire nelle sedi dei canali di irrigazione una condotta a pressione, si prevede la costruzione di un sistema di captazione dell’acqua dall’acquedotto comunale; questo sistema rende il funzionamento dell’opera parificabile a quello di una fontana, con annessi sistemi di filtraggio, ricircolo e disinfezione.

L’acqua è un elemento che connota questo intervento sia in origine, con la realizzazione del canale e del lavatoio, sia in questa riqualificazione dove si prevede che divenga una lama che sgorga dalla quinta scenica, che alimenti l’invaso del lavatoio e lambisca la statua che rappresenta il bambino Raffaele.

Nell’invaso della vasca, a circa 15 cm dall’imposta delle assi, verrà posizionata una lastra di acciaio su cui scorre il velo d’acqua; in questo modo la quantità utilizzata sarà ridotta al minimo, grazie anche ad un sistema di ricircolo funzionate per mezzo di una vasca di raccolta e una pompa posta alla fine della lastra, collegata alla quinta scenica ed eventualmente alla statua.

Due corpi illuminanti, ad incasso, sono previsti allocati uno nella parte superiore della quinta scenica ed un secondo in prossimità della statua, in modo da rendere visibili i riflessi generati dal movimento dell’acqua anche di notte.

La quinta scenica sarà realizzata con una struttura interna in profilato di acciaio e rivestimento esterno in acciaio Cor-Ten, mentre l’invaso della “finestra sul paesaggio” sarà impreziosito da un rivestimento in pietra bianca tipo botticino.

Nella parte aggettante della quinta si prevede una fenditura da cui scende l’acqua a cascata che diventa un filtro attraverso il quale si percepisce il paesaggio.

La testata del lavatoio sarà tamponata con una lastra di acciaio Cor-Ten in analogia alla quinta scenica collocata sul lato opposto.

A incorniciare il lavatoio saranno disposte, su entrambi i lati, delle sedute realizzate in conglomerato cementizio, il cui inerte è graniglia di porfido ricavata da materiali di recupero, che permette di ottenere una cromia del manufatto che si accorda con gli altri elementi.

La sezione della seduta si articola in altezza per consentire, al di sopra dello schienale, la creazione di piccole fioriere. Il sistema delle panche è disegnato per creare un’unica massa che plasticamente abbraccia il lavatoio posto al centro.

Tutti gli elementi che permettono il funzionamento della fontana sono occultati all’interno della quinta scenica o al di sotto della lama di acciaio; in questo modo anche se, in alcuni periodi dell’anno, venisse interrotta l’erogazione dell’acqua, la costruzione dell’apparato scenografico a corredo del lavatoio ne valorizzerebbe comunque la presenza.

Gli stessi principi compositivi sono applicati all’area posta dall’altro lato della strada, adibita a parcheggio, dove si prevede la sostituzione del manto in cemento grigio esistente con una pavimentazione in conglomerato cementizio, il cui inerte è graniglia di porfido ricavata da materiali di recupero, così da ottenere una colorazione omogenea.

Le divisioni tra gli stalli saranno realizzate con inserti di pietra bianca tipo botticino, per creare un disegno a terra, coadiuvato dall’inserimento di corpi illuminanti a raso, che permetteranno di segnalare la posizione dei parcheggi e all’illuminazione dell’area.

Si prevede inoltre di trattare tutti i muri di recinzione, insistenti sull’area di parcheggio, con un intonaco tipo “marmorino”, che utilizza come inerte la stessa graniglia di porfido utilizzata per la pavimentazione e per le sedute. In quest’area sono presenti diversi chiusini, di cui si auspica la sostituzione, ove possibile, con chiusini a riempimento in modo da garantire l’omogeneità nella pavimentazione.

Nell’angolo est del parcheggio è pensata la collocazione di un’aiuola in cemento bianco lisciato dove verrà piantato un ulivo; quest’albero, nell’immaginario collettivo, rimanda alla sacralità del ricordo e segnala la presenza del manufatto dall’altro lato della strada.

L’aiuola alta circa 100 cm dalla quota del parcheggio e l’illuminazione inserita al suo interno permetteranno una visione dell’albero, sia di giorno che di notte, con una prospettiva inconsueta che ne enfatizza la forma plastica.

DATI PROGETTUALI

Committente:

n.d.

Progetto:

arch. Antonella Indrigo, arch. Nicla Indrigo

Fotografia:

Stefano Gabaglio

Localizzazione:

Campagnola, Gemona del friuli (UD)

DATI DIMENSIONALI

n.d.

CRONOLOGIA

progetto:

Marzo 2011